Usa 2016, Cremlino nega di remare contro Hillary Clinton

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Nega per interposta persona il Cremlino, le accuse che stanno montando dagli Stati Uniti contro Vladimir Putin, in base alle quali hacker legati alla Russia avrebbero trafugato le email-scandalo che hanno messo in serio imbarazzo la campagna presidenziale di Hillary Clinton negli Usa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato:In queste accuse è stato detto che gli hacker hanno rapporti con la Russia, ma ha già risposto, se non sbaglio, Donald Trump Jr., che ha negato risoluto” ha detto Peskov.

Le 20 mila mail dello staff dei Democrats contro Sanders, diffuse da Wikileaks, stanno provocando un terremoto alla vigilia dell’incoronazione di Hillary Clinton per la corsa alla Casa Bianca. Si è dimessa la presidente del comitato nazionale del partito mentre per il campaign manager della Clinton dietro l’hackeraggio c’è Putin

Dalle e-mail, pubblicate da WikiLeaks, emerge quanto l’apparato del partito democratico abbia favorito Hillary Clinton nelle primarie contro il senatore Bernie Sanders, dando credito ai sospetti circolati sin dall’inizio della campagna elettorale. Provare la fonte di un attacco informatico è molto difficile, ma per alcuni esperti interpellati da New York Times e Washington Post i server del partito sarebbero stati violati da due agenzie d’intelligence russe, ovvero le stesse che avevano in passato attaccato i server di Casa Bianca, dipartimento di Stato e dei vertici militari.

La questione è esplosa due giorni fa : il capo della campagna elettorale di Clinton, Robby Mook, ha detto al programma ‘This Week’ della Abc che le e-mail sono state rubate e pubblicate “dai russi con l’obiettivo di aiutare Donald Trump”,citando degli “esperti”, ma senza fornire prove. Secondo Mook, i russi avrebbero buone ragioni per sostenere Trump: il candidato repubblicano ha detto, in un’intervista al New York Times, che potrebbe non aiutare nazioni appartenenti alla Nato nel caso fossero attaccate dalla Russia. Si è trattato di un momento, per certi versi, straordinario: nemmeno nel periodo peggiore della Guerra Fredda lo staff di un candidato si era spinto fino a tali accuse. Accuse necessarie alla campagna di Clinton per mostrare che Trump non solo è un isolazionista, ma che sposerebbe un approccio morbido verso la Russia.

Il capo della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, ha respinto con forza ieri, durante la stessa trasmissione, qualsiasi connessione tra il candidato e Putin, definendo le accuse “assurde, senza basi”. Uno dei figli del candidato, Donald Trump Jr., ha detto alla Cnn di non “poter immaginare una bugia più grande”. “Se l’avessero fatto i repubblicani, ora sarebbero lì a invocare la sedia elettrica”.

Fonte della notizia: Askanews, Russia Today

 

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