Sedicesima edizione di “Linea Diretta con Vladimir Putin”

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La sedicesima edizione della “Linea diretta con Vladimir Putin” quest’anno si è svolta un po’ in ritardo, a causa delle elezioni presidenziali  che hanno fatto rimandare molti appuntamenti. Ma è tornata con alcune novità e cambiamenti.

In primo piano la digitalizzazione. Nello studio non ci sono più gli spettatori. Duecento posti sono stati rimossi per concentrarsi sugli schermi che sono stati usati per visualizzare gli interventi dei cittadini. Altra novità l’inserimento del feedback: in diretta Putin ha reindirizzato le domande provenienti che vertono le regioni ai governatori e funzionari, a cui è stato raccomandato di trovarsi al proprio posto di lavoro durante la trasmissione.

Quest’anno la diretta è durata 4 ore e 20 minuti e in totale sono state raccolte quasi due milioni di domande. Il presidente russo  ha risposto a 73 domande.

Relazioni con l’Occidente e sanzioni antirusse

Parlando di politica estera, Putin ha sostenuto che la pressione antirussa terminerà non appena i suoi partner occidentali si renderanno conto dell’inefficacia del loro corso politico. Per Putin le sanzioni e la politica antirussa sono uno strumento di concorrenza economica contro la Russia.

Non si è sbilanciato facendo previsioni su quando si ricuciranno i rapporti con l’Occidente, tuttavia ha sottolineato che la Russia difenderà i suoi interessi.Putin ha preso atto che ora nella UE si parla pubblicamente di cancellare le sanzioni contro la Russia.

Dazi Usa contro altri Paesi

I dazi Usa su acciaio e alluminio sono di fatto “sanzioni” a Europa, Canada e Messico, ha detto Putin nel corso della linea diretta. “I nostri partner pensavano che non sarebbero mai stati colpiti da questa politica controproducente legata a restrizioni e sanzioni ma ora vediamo cosa sta accadendo: l’introduzione dei dazi su acciaio e alluminio, non solo per l’Europa ma anche per Canada e Messico, sono sanzioni, anche se in altri termini. Ma per cosa? Hanno annesso la Crimea?”, si chiede Putin.

Uscita Usa dal trattato difesa anti-missile

Putin ha definito l’uscita degli Stati Uniti dal trattato sulla difesa anti-missile un tentativo di distruggere la parità strategica, facendo un appello per nuove forme di cooperazione.

Il capo di Stato russo ha fatto un appello affinché i Paesi si siedano attorno ad un tavolo per trattare e discutere gli schemi della sicurezza in Europa secondo il contesto attuale.  Così ha detto Vladimir Putin nel corso Linea diretta, tv e web.

Eventuale terza guerra mondiale

“Una nuova guerra mondiale significherebbe “la fine della civiltà”, ha detto Putin,  aggiungendo che la consapevolezza di questo rischio dovrebbe impedire alle potenze internazionali di sprofondare in un conflitto globale. Poi ha  citando una frase di Einstein: “Non so con che armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma nella Quarta si combatterà con bastoni e pietre”.

Caso Skripal

Putin torna sul caso Skripal, l’ex agente russo che secondo la Gran Breatagna sarebbe stato avvelenato su ‘mandato’ di Mosca. “Gli Skipal sarebbero morti sul colpo se fosse stato usato un agente nervino di tipo militare” sostiene Putin”. Il Cremlino ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

Provocazioni durante i Mondiali

“Se Kiev dovesse mettere in atto delle “provocazioni” militari in vista dei Mondiali di calcio in Russia, ci saranno “conseguenze gravissime per l’entità statale ucraina in generale”, dice il presidente russo durante la Linea Diretta. Un avvertimento severo a una settimana esatta dalla partita inaugurale del campionato del mondo.

Non l’euro ma il dollaro è la moneta universale 

“Il dollaro è per ora la sola moneta universale, ma gli Stati Uniti segano il ramo su cui sono seduti”, ha detto il Presidente russo.  Putin ha inoltre aggiunto che l’euro “ci prova” ad essere una moneta universale ma per ora non vi è riuscito.

Semplificazione per ottenere la cittadinanza russa

“Sono profondamente convinto che dovremmo intraprendere la strada della semplificazione di tutto ciò che riguarda la sfera dell’acquisizione della cittadinanza russa”, ha detto Putin rispondendo alle domande dei rifugiati del Donbass. Ha una dimensione sia umanitaria che economica”.

Secondo Putin, far ritornare in patria i connazionali è una misura importante per superare il buco demografico degli anni ’90.

Soldati russi in Siria

La Russia non ha ancora pianificato di ritirare le sue truppe dalla Siria, tuttavia possono essere ritirate se necessario abbastanza velocemente.

“Rimarranno lì finché non sarà vantaggioso per la Russia e in adempimento dei nostri obblighi internazionali. Non abbiamo ancora in programma di ritirare queste forze”.

Ha inoltre evidenziato che in Siria la Russia non ha solo un contingente militare, ma due basi: una al porto di Tartus, la seconda a Khmeimim. Putin ha inoltre smentito che la Siria serva alla Russia come un grande poligono di tiro per testare le sue nuove armi.

Nuove armi

“Non c’è dubbio che nei tempi previsti le nuove armi entreranno nell’arsenale della Federazione Russa … Beh, non è tutto … lo diremo in seguito”- ha detto Putin.

Putin sul suo successore

Il successore del capo di Stato russo verrà scelto dal popolo, ha affermato Vladimir Putin.“L’ho sempre pensata cosí…Lo sceglierà il popolo, gli elettori russi.”

Fonte: Kremlin.ru, Sputnik

 

 

 

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