Oliver Stone a Taormina racconta Putin e l’Ucraina

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Al Festival di Taormina il regista ha presentato “Ukraine on fire”, un documentario di cui è coproduttore e in cui compare come “giornalista” intervistando l’ex presidente Viktor Yanukovich e il  presidente russo Vladimir Putin. Il film ricostruisce la storia del paese dal 1941 al 2014, ponendo l’accento sui movimenti nazionalisti che parteciparono alla seconda guerra mondiale affiancando i nazisti nella strage di ebrei e polacchi. E che, supportati dalla Cia durante la guerra fredda, si sono infiltrati nelle manifestazioni ucraine pacifiche degli ultimi anni.

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Sulle menzogne che, soprattutto in Italia, i media mainstream hanno raccontato su Euromaiden e il colpo di stato in Ucraina del febbraio 2014, il documentario “Ukraine on fire” di Igor Lopatonok, film di cui Oliver Stone è coproduttore e autore delle interviste, farà oggi chiarezza al Taormina Film Fest. Con il colpo di stato in Ucraina e la fine del governo democraticamente eletto di Yanucovich, neo-nazisti dichiarati e la peggior tecnocrazia della finanza internazionale ha preso possesso del paese. Da allora sono intercorse una guerra civile con migliaia di morti (dimenticati in Occidente), crimini e violazioni dei diritti umani nelle regioni separatiste dell’est da parte del regime di Kiev, milioni di profughi arrivati in Russia, le sanzioni auto-lesioniste dell’Europa contro Mosca, il tentativo folle, infine, di Washington di portare la Nato in Ucraina ai confini con la Russia ponendo tutti i membri della Nato di fronte ad un reale e apocalittico rischio.

“Sappiamo quante volte la Cia abbia usato il cosiddetto soft power per influenzare altri paesi, magari per scongiurare l’affermazione di governi di sinistra. Ma prima dell’Ucraina gli Usa sono intervenuti in tanti paesi dell’ex Urss, con addestramenti delle forze Nato, storie che i grandi media non raccontano”.

Di Vladimir Putin (che ha intervistato per il documentario) dice: “ E’ un uomo molto intelligente, articolato, un grandissimo lavoratore,razionale, conosce a fondo i problemi, lui studia esattamente le questioni, e sa sempre di cosa parla, bisognerebbe ascoltare quello che dice, e quello che dice lui lo intende veramente, è una persona molto onesta da questo punto di vista. Putin dal 2001 in poi sta cercando una sorta di alleanza con gli Usa: ha espresso la sua solidarietà dopo l’11 settembre, è stato il primo a chiamare, ha cercato di affiancarli nell’Asia centrale e nella lotta al terrorismo, ma il comportamento degli americani è sempre lo stesso: abbattere i regimi ostili e crearne di compiacenti, senza cercare di capire le ragioni interne di un paese, la cultura, il disagio, le divisioni”.

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Fonte della notizia: Repubblica, L’AntiDiplomatico

 

 

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